Rifiuto dell’accertamento del tasso alcoolemico e diritto all’assistenza del difensore: Cass. pen., Sez. IV, n. 5314/2020

Rifiuto dell’accertamento del tasso alcoolemico e diritto all’assistenza del difensore: Cass. pen., Sez. IV, n. 5314/2020
Marzo 4, 2020 Avv. Simone Ferrari

di Simone Ferrari

Nel caso di specie (in cui si è annullata la sentenza impugnata e rinviato per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d’Appello), l’imputato era stato condannato per il reato di cui all’art. 186 co. 7 CdS, perché, quale conducente di un autoveicolo, dopo aver provocato un sinistro stradale, condotto presso il Pronto Soccorso, aveva rifiutato di sottoporsi all’esame ematico alcolimetrico, richiesto dalla Polizia Giudiziaria, allontanandosi dal nosocomio, prima della sua effettuazione.

Recentemente la Cassazione ha riformulato alcuni principi relativi al caso in cui non sia dato avviso all’interessato della facoltà di farsi assistere da un difensore, ai sensi dell’art. 114 disp. att. c.p.p. (Avvertimento del diritto all’assistenza del difensore. – Nel procedere al compimento degli atti indicati nell’art. 356 c.p.p., la Polizia Giudiziaria avverte la persona sottoposta alle indagini, se presente, che ha facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia), prima di procedere agli accertamenti urgenti mediante etilometro.

Ed invero, se in passato si è ritenuto che “quando si procede per il reato di guida in stato di ebbrezza, l’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per l’attuazione dell’alcoltest non ricorre se l’imputato abbia rifiutato di sottoporsi all’accertamento (Cass. pen., Sez. IV, n. 34470/2016), da ultimo si è affermato che “l’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore, ex art. 114 disp. att. c.p.p., deve essere rivolto al conducente del veicolo nel momento in cui viene avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia con la richiesta di sottoporsi al relativo test, anche nel caso in cui l’interessato si rifiuti di sottoporsi all’accertamento” (Cass. pen., Sez. IV, n. 34383/2017).

L’affermazione della garanzia del diritto di farsi assistere è collegata al momento genetico dell’accertamento, e cioè al momento in cui si avvia il procedimento di accertamento: ogni qualvolta l’interessato sia sottoposto ad un accertamento indifferibile ed urgente, infatti, l’avvertimento della possibilità di farsi assistere da un difensore deve precedere lo svolgimento dell’atto. È chiaro, dunque, che per assolvere allo scopo di consentire la difesa durante l’accertamento a mezzo di alcoltest, oppure a mezzo dell’esame ematico, l’avviso deve intervenire prima della sua effettuazione concreta, non potendo assumere nessun significato se interviene dopo.

Laddove sia la Polizia Giudiziaria a provvedere all’accertamento con l’alcoltest, saranno gli operanti ad avvisare il soggetto invitato sul contenuto del diritto di difesa previsto dall’art. 114 disp. att. c.p.p., mentre allorquando l’accertamento debba essere eseguito in Ospedale, a mezzo dell’intervento di sanitari, l’avviso potrà essere dato sia dalla Polizia Giudiziaria che dai medici che materialmente provvedono al prelievo ematico, essendo sufficiente che preceda la sua esecuzione.

Infine, la violazione dell’obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia al conducente da sottoporre al prelievo ematico presso una struttura sanitaria, finalizzato all’accertamento del tasso alcolemico esclusivamente su richiesta della Polizia Giudiziaria, determina una nullità di ordine generale a regime intermedio che può essere tempestivamente dedotta, a norma del combinato disposto degli artt. 180 e 182 co. 2 c.p.p., fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado, ma che deve ritenersi sanata, ai sensi dell’art. 183 c.p.p., qualora l’imputato formuli una richiesta di rito abbreviato (Cass. pen., Sez. IV, n. 24087/2018).